Il Settore Dell' Automotive
img_01 Una volta le auto si presentavano dal concessionario sotto casa, con prosecco e salatini. Oggi si scelgono i bit e le anteprime online: mondi virtuali ed evasione dalla vita vera, quella fatta di carne e ossa. E di lamiera, motori e gomme. Come in Second Life.

EVASIONE Uno nessuno e centomila: Pirandello ne sarebbe stato entusiasta. Second Life unisce videogame, realtà virtuale, Internet e vita reale. Creando anche un sistema economico e riuscendo nell’impresa, paradossale, di un mondo inesistente che influenza quello vero. Uno spazio nuovo e aperto, dove ripartire da zero. Quasi sei milioni di residenti, con un ritmo di crescita del 20% al mese. E non mancano i mezzi a motore.

VITA SPERIMENTALE In Second Life si vive, si sperimenta, si può fare quasi tutto, anche le cose vietate (l’FBI, quella vera, ha recentemente chiuso una bisca). E se ancora non ci siete stati, basta avere un computer e un accesso a Internet: vi iscrivete, scaricate il software necessario Second Life e il gioco è fatto. Mondi virtuali, dove vizi e virtù rimangono gli stessi. Come le auto. Inutili per spostarsi nel mondo virtuale e per assolvere alla loro funzione primaria, ma sempre piacevoli da guardare e utili per fare bella figura anche lì.

STRANO MA VERO Cosa trova chi ragiona con pistoni e cerchi in lega come punti di riferimento? Di certo manca l’offerta di una gamma completa come nel mondo reale, quella talmente varia da giustificare riviste che sono quasi dei listini. Ma insieme ai grandi numeri di Second Life sono arrivate anche le prime Case automobilistiche, e non poteva essere diversamente.

STRATEGIE Perchè? Con quali obiettivi? I motivi sono i soliti. Farsi conoscere, aumentare notorietà e valori associati al marchio e ai modelli, per poi vendere auto vere nel mondo reale. I sei milioni di internauti dediti alla seconda vita sono, secondo le analisi di mercato, un target appetibile: attorno ai trent’anni, colti, con qualche soldino da spendere, amanti del piacere. Insomma… piatto ricco mi ci ficco. Ogni Casa segue una sua strategia e non è detto che nel tempo non si affianchino diversi usi del mezzo.

PIONIERI Per noi automobilisti veri alle prese con bollini blu e soste regolamentate sotto casa, significa avere la seconda o terza o quarta auto. Per spostarsi nel mondo virtuale non serve davvero, o almeno non è indispensabile. Ma la differenza sta nel "come" si viaggia. Tant’è, se col vostro "avatar" (l'alter ego virtuale utilizzato all'interno di Second Life) avete agganciato una bionda da urlo e la dovete andare a prendere sotto casa… mica vorrete andarci a piedi.

FREE CAR Nissan, per esempio, regala la Sentra a chi la voglia utilizzare, trasferendo metodi reali nel mondo virtuale. Come dire: dalla free press del nostro mondo alla free car di quello digitale. L'iniziativa ha però fatto arrabbiare i second lifers adulterando le regole del gioco: le cose belle (o quasi) si devono pagare, come purtroppo accade nel resto del pianeta. La scelta della Casa nipponica si può infatti ricondurre al "purché se ne parli".

SVECCHIATA Pontiac, che invece vuole svecchiare l’età media della propria clientela, ha visto in Second Life lo strumento giusto per raggiungere il proprio scopo e mette a disposizione degli abitanti la Solstice, gemella della Opel GT prossima ventura. Per poterci scorazzare però si devono pagare centinaia di Linden dollar, la moneta dell'altro mondo. In Second Life esiste infatti un vero e proprio sistema economico e per acquistare 186 L$ ci vuole 1$ vero. Quindi, anche per la Solstice finta si devono sborsare soldi veri. Insomma un bel caos.

UN NUOVO LAVORO Ma c’è di più: quello di Pontiac è un progetto articolato, che prevede la realizzazione di una cittadella dedicata ai motori (Motorati Island) dove, se volete, potete inventarvi un’attività nel settore automotive: dall’autolavaggio al tuning. Basta mandare la propria idea all’agenzia web che cura l’iniziativa per conto della Casa americana…

PERSONALIZZAZIONE Chi sembra aver colto in pieno lo spirito Second Life sono quelli di Toyota. Che con il marchio Scion, rivolto ai giovani trendy (è presente in Usa) punta tutto sulla personalizzazione spinta. La Xb, la monovolume cubica imparentata con la Daihatsu Materia e tanto amata dai trendsetter oltreoceano, potete agghindarla come vi pare. Ne gira una modello "tostapane" con pure le due fette sul tetto. In un mondo alternativo e dove si vuole dar sfogo alle proprie fantasie, o almeno sperimentare, non vorrete mica la solita berlina grigia metallizzata per non dare nell’occhio, vero? Per lei ci vogliono 300 L$.

IMAGE BUILDING Ci sono poi anche Mercedes e Mazda. La Casa tedesca, sbarcata online il 20 febbraio, offre in Second Life un’esperienza visivo-sensoriale-acustica (i primi della classe devono sempre fare le cose in grande stile…). Nel megaconcessionario virtuale, che segue le guidelines di immagine di quelli veri e deve essere costato un occhio in commissioni alla web agency, potete ammirare la gamma, vedere i modelli e parlare con un avatar venditore per chiedere chiarimenti. Una strategia seria e obbligata per la premium class.

NUOVA C La nuova Classe C, coerentemente con il nuovo look bifacciuto e giovanilista, è stata presentata ai Second Lifers in pompa magna: potete guardarvi il video e presto potrete provare le auto con la stella a tre punte anche nella pista dedicata. La contaminazione tra mondo reale e virtuale tocca l’apice con le note musicali: chi visita lo showroom virtuale Mercedes può scaricare le ambite compilation made in Stoccarda. E magari poi masterizzarle e ascoltarle nell’auto vera al mattino, lungo la strada per l’ufficio. Bizzarro no?

MAZDA INTERATTIVA Mazda ha invece deciso di prendere il toro per le corna facendo una vera e propria conferenza di lancio, riservata ai giornalisti di settore e agli avatar, per la Hakaze, la sua ultima concept car. Accompagnandola ad un concorso per designer. Segno dei tempi anche per la stampa. I rapporti si ribaltano e persino le redazioni più tradizionaliste si devono integrare buttando obbligatoriamente un occhio online anche su Second Life. Dove aprono i primi uffici di corrispondenza e dove nascono i primi reporter digitali per raccontare cosa accade nel nuovo mondo. Si risparmia nei costi di viaggio, ma si perde il contatto umano.

VANNO SEMPRE Il lato positivo è che, per esempio, le auto in Second Life non si rompono, al massimo ne trovate abbandonate in giro. A volte potrebbe capitarvi di litigare con qualche pixel o andare talmente forte che il ponte sotto di voi si costruisce in ritardo e vi sembrerà di volare. Non serve neppure la benzina. Per adesso. Ma progettarle non è facile: secondo un programmatore che ha partecipato alla realizzazione di Second Life, creare oggetti complessi e dalle forme colorate con sfumature come le auto, richiede una notevole fatica. Magari non paragonabile a quella che serve per costruire un’auto vera, ma pur sempre fatica. Oltre a una quantità di tempo elevata. Non a caso ci sono agenzie specializzate che offrono i propri servizi anche a chi le auto le fa davvero.

SOLO LIFESTYLE? Per adesso non si hanno notizie di blocchi del traffico, domeniche a piedi o tassazioni proporzionali alla capacità inquinante. Non lo sappiamo, ma può darsi che ci siano già corse clandestine in qualche angolo sperduto. Rimane il quesito finale. A cosa serve davvero avere un’auto in Second Life? Ognuno può darsi una risposta. Forse proprio lo sdoganamento finale nel lifestyle: un’auto nel mondo virtuale si usa per proiettare in qualche misura il proprio ego o il proprio stile di vita, l’approdo finale di un percorso già avviato da tempo.

SE SON ROSE Se poi tutti avranno la seconda "auto avatar", si dovrà raddoppiare tutto: le notizie sul traffico, il leasing, l’appuntamento per il tagliando. E forse anche Motorbox: per guardare e leggere di auto e moto nuove e interessanti. Di questo mondo e di quell’altro. Second Life, second car? Scusate, dobbiamo andare… ci consegnano la Solstice.

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